Il suggestivo ambiente collinare e montano, caratterizzato da frequenti attrattive naturali e storiche, offre una vasta gamma di possibilità di svago per una vacanza rilassante.

Semplici passeggiate sui sentieri che portano alle tipiche contrade dalla spontanea architettura rurale, trekking a cavallo od escursioni in mountain bike invitano a scoprire aspetti di interesse naturalistico, come le famose Grotte del Caglieron ed il laghetto delle Fratte, oppure storico-artistico come il colossale campanile neogotico, la Villa Salvador, l’arcipretale ricca di opere d’arte, la Pala di San Giorgio ad Osigo, ma soprattutto quello che resta del castello caminese a Piai, i cui ruderi riescono a farci evocare quella età rude e battagliera.

“Quando di continuo si udiva il fragore delle lance spezzate contro le corazze d’acciaio e il rumore delle spade incrociate in duelli mortali”
Zangiacomi

Escursioni poi in alta montagna, sui sentieri tracciati dalle associazioni di volontariato locale indicati sulla “guida alle escursioni” edita dalla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, danno la possibilità di scoprire le peculiarità di una natura ancora incontaminata.


Panorama da strada del Santo

Panorama dalla Strada del Santo


Sentieri a Fregona

1037 Sentiero “del Torchiato”

Percorso: Fratte, Borgo Coilsola, Col di Osigo, Borgo Luca, Osigo, Borgo Danese, Buse, Fratte.
Lunghezza: Km. 12,5
Dislivello: m. 500 circa
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza: ore 3 – 3,5

Dove mangiare
Il Tracciato

L’itinerario parte in località Fratte a Fregona al parcheggio pubblico – angolo Via San Giusto -, risale la medesima via, entra in un’antica corte e prosegue di fronte all’altrettanto antica Villa ex Altan-Pancetti antistante la Chiesa settecentesca di San Giusto, piccolo gioiello della contrada restaurato e costantemente curato dai residenti.
Prendendo verso est e attraversando lo spazio davanti la Villa stessa, dopo circa 400 mt. di rotabile sterrata in discesa, si raggiunge il suggestivo Lago “Matruc”, un laghetto di proprietà dell’Enel regolato artificialmente nella portata d’acqua da una piccola diga che governa anche i flussi dei canali circostanti.
Tenendo la destra del Lago, subito dopo il canale d’uscita dell’acqua, si imbocca la carrozzabile in salita verso località “Val Barè” i cui fabbricati furono sede dell’antica Gastaldia di Fregona; passando sul retro della struttura, si prosegue, sempre in salita, fino al bivio dove di svolta a sinistra verso nord su Via Lughera e si procede per circa 800 mt.
Al bivio successivo si prosegue a destra su strada asfaltata, in discesa, fino al primo ponticello dove, girando a sinistra, ci si immette in una carrozzabile sterrata che, mantenendo la destra, attraverso i vigneti porta a Villa Roncat (Salvador) edificata all’inizio del ‘700 in zona dominante sulla soleggiata collina.
Lasciata la Villa sulla sinistra, si scende per Via Roncat svoltando al primo bivio a sinistra e, dopo qualche decina di metri, subito a destra sul ponticello per Via Coilsola, fino a giungere all’omonimo Borgo con la caratteristica Chiesetta sita sulla destra del Borgo stesso.
Aggirando la chiesetta sul davanti e mantenendo il vigneto sulla sinistra, si imbocca la carrareccia che lo costeggia percorrendola fino al termine dello stesso per poi continuare diritti, attraversando il boschetto ed il successivo vigneto, per raggiungere Via Pralongo svoltando a sinistra.
Di qui, proseguendo in salita per poco più di un chilometro, si raggiunge il sacello della Madonna Delle Grazie presso Borgo Col di Osigo, da dove, facendo una piccola deviazione verso destra, si può visitare il centro dell’antico Borgo con l’emblematico torchio collocato al centro del piazzale.
Riprendendo il percorso dalla Chiesetta verso nord per circa 150 metri su strada asfaltata, si incrocia, sulla destra, la strada sterrata che porta, in salita, verso Borgo Luca.
Attraversata la provinciale (SP151) si prosegue, sempre in salita, passando davanti alla fontana, fino al capitello di Sant’Antonio e, mantenendo la sinistra, si sale ripidamente fino al prato soprastante da dove, passando sotto alcuni gelsi a sinistra della stalla, si imbocca il sentiero in ripida discesa, al bordo del prato che attraversa il bosco fino a raggiungere la carreggiata sterrata che, in pianura e in discesa, porta all’abitato di Osigo (Via Carnielutti).
Proseguendo su Via Coletti/Carnielutti si raggiunge il centro di Osigo e lo si attraversa in direzione ovest (Via Osigo) su strada asfaltata fino ad incrociare, sulla sinistra, Via Castagnola che, dopo circa 600 mt. di discesa, transita davanti al Centro di Appassimento del Torchiato di Fregona.
Si prosegue per circa 2 km dapprima su Via Borgo Danese, attraversando l’omonimo Borgo passando davanti alla chiesa di San Liberale eretta dai nobili Giustiniani, e poi su Via Buse fino al raggiungimento della rotonda in cui, mantenendo la destra, si svolta per Via Lughera percorrendola per poco più di un chilometro nei suoi saliscendi fino al suo innesto nella SP 422 nei pressi del Ristorante “Alle Fratte”.
Svoltando a sinistra e procedendo sul marciapiede si ritorna nei pressi del parcheggio di partenza.


1037A Sentiero “del Castello di Piai”

Percorso: Grotte del Caglieron, Ruderi Castello di Piai, Loc. Sonego, Loc. Piai, Grotte del Caglieron.
Lunghezza: Km. 3,5
Dislivello: m. 250
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza: ore 1,0

Dove mangiare
Il Tracciato

Lasciata l’auto nel parcheggio nei pressi delle Grotte del Caglieron a Fregona, si imbocca il sentiero vicino al muro di contenimento ad est del ponte (segnavia 1037a) che, inerpicandosi, dopo esser transitato davanti ad un’ abitazione, si inoltra nel bosco di noccioli fino ad incrociare la sterrata che porta ai ruderi del Castello. Proseguendo su quest’ultima, mantenendo la destra, si giunge in breve alla sommità del colle dove si trovano i resti dell’antico maniero dei Da Camino.
Tornando sui propri passi, si ripercorre il sentiero a ritroso fino al bivio precedente da dove si prosegue a destra per un centinaio di metri fino ad immettersi in Via Borgo Ciser, la rotabile asfaltata che, percorsa verso destra, porta all’abitato di Sonego passando davanti alla ex-parrocchiale e attraversando il ponte sul torrente Carron.
Mantenendo sempre la destra, si scende fino all’incrocio di Piai dove, passando davanti all’antica fontana, ci si avvia su Via Grotte del Caglieron ritornando, in una quindicina di minuti, al punto di partenza.


1037B Sentiero “Pont de Fer-Grotte del Caglieron”

Percorso: Fregona, Grotte del Caglieron e rientro.
Lunghezza: Km. 3,5
Dislivello: m. 200
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza: ore 1,5

Dove mangiare
Il Tracciato

Tra i sentieri da mettere in evidenza vi è sicuramente il 1037B, sentiero considerato importante sia sotto il profilo storico che naturalistico. Infatti, attraverso di esso, è possibile visitare le Grotte del Caglieron, Grotte in “piera dolza” (pietra dolce) – così chiamata perché facilmente lavorabile – che, oltre ad offrire al visitatore un angolo spettacolare ad opera della natura, uniscono in suggestiva complementarietà l’ingegno e il lavoro degli avi per l’estrazione della materia prima necessaria all’edificazione di stipiti, di gradoni e di strutture architettoniche di un certo pregio, prima fra tutte il bel campanile di Fregona stessa.
Nelle vicinanze delle Grotte, fa bella mostra di sé anche il vecchio mulino, in funzione fino al 1947, recentemente restaurato.
Il percorso, ben curato ed attrezzato con bacheche didattiche, dotazioni ginniche e steccato protettivo nei tratti più ripidi, inizia a fianco del lato sud del campo sportivo, all’incrocio tra Via Concia e Via F.lli Barzotto, e non presenta particolari difficoltà, eccetto nella parte iniziale in cui è necessario prestare particolare attenzione, se il terreno è umido, a non scivolare nella discesa al pont de fer.
Dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi del campo sportivo o di fianco al cimitero (Piazza Maronese), ci si avvia sulla strada sterrata che costeggia a sud il campo sportivo e, xxx mantenendo la destra si imbocca il sentiero (segnavia 1037B).
Dopo un brevissimo tratto in un boschetto si giunge in uno spazio verde di raccordo tra varie proprietà coltivate e, tenendo la sinistra, all’altezza di una prima bacheca si scende lungo il sentiero ciottolato fino ad attraversare il torrente Carron passando per il “pont de fer”.
Subito dopo il ponte, si sale diritti per poi deviare verso nord, dopo alcuni tornanti, dapprima sui prati e poi su strada sterrata fino a raggiungere il piccolo abitato di Breda.
Dove inizia l’asfalto teniamo la dx passando dietro una casa, imboccando un sentiero in discesa, fino a raggiungere il parcheggio del ristorante sottostante. Di qui, tenendo la sinistra, si attraversa la carrozzabile sterrata e si prosegue in salita sullo stesso – protetto dal corrimano – fino a giungere ad un piccolo spiazzo da dove si possono ammirare le Grotte dalla parte superiore nei pressi di un vecchio lavatoio per poi proseguire attraverso il “Borgo dello Scalpellino” (due vecchie casette sopra le Grotte recentemente restaurate per ospitare a breve l’arte dell’antico mestiere) e salire ripidamente fino ad incrociare la provinciale (Via Grotte Del Caglieron)
Attraversata la strada e percorrendo pochi metri verso destra si trova l’imboccatura della Grotta di Santa Barbara, un tempo adibita a fungaia.
Ritornando sulla strada asfaltata, si scende verso destra e, attraversato il ponte in muratura, si può visitare la Grotta della Madonna (sopra la strada) facilmente raggiungibile voltando a destra e salendo la gradinata di accesso. Ridiscesi gli scalini si torna a sinistra e, fatti pochi passi, si lascia l’asfalto e ci si immette nella carraia sterrata a fianco del ponte che scende inoltrandosi, dopo il tornante, nella parte interna delle Grotte vere e proprie (v. deplian illustrativo apposito).
Percorse in discesa le passerelle in legno, si ritorna al parcheggio antistante il ristorante e da qui si riprende il sentiero in senso inverso per tornare al punto di partenza


981 Sentiero “Bracconiere”

Percorso: Loc. Cadolten – Monte Croce – Casere delle Mandre – Agnelezza – Monte Pizzoc – Monte Croce – Cadolten.
Lunghezza: Km. 10,5
Dislivello: m. 480
Difficoltà: media – adatto ad escursionisti allenati
Tempo medio di percorrenza: ore 4

Dove mangiare
  • “Azienda Agrituristica Malga Coro” Via Cadolten 1, Tel. 0438 581889 Cell. 368 296403
  • Rifugio “Città di Vittorio Veneto” Via Monte Pizzoc 35, Tel. 0438 585231 Cell. 380 7535151 e-mail rifugiocittav.v@live.it
  • Casera “Le Crode” Via Pizzoc, Cell. 345 2588964 oppure Cell. 340 9029155 e-mail alice.francescon94@gmail.com
Il Tracciato

L’anello escursionistico inizia e si conclude alla Casa della Forestale in località Cadolten.
Risalendo da Vittorio Veneto la SP 422, poco dopo il Passo Crosetta a 1000 mt slm, si incrocia a sinistra la strada asfaltata che sale al monte Pizzoc (Via Monte Pizzoc) da cui, dopo circa 2,5 km, si incontra il bivio che, prendendo a sinistra su una bella carreggiata sempre asfaltata, porta verso Cadolten (Via Cadolten) dove si può parcheggiare al limitare del bosco nei pressi della Casa Forestale.
Lasciando alle spalle la struttura, si scende a destra – per un buon tratto – su strada cementata che via via si apre su una conca prativa di ameni pascoli costellata di baite e di chalet fino a raggiungere il vecchio capitello di San Floriano, passando prima di fronte alla Chiesetta di Cadolten.
Tenendo la destra e continuando a scendere, a circa 50 mt. dal Capitello, sempre sulla destra, si imbocca il Sentiero del Bracconiere (sentiero CAI 981) ben evidenziato dal segnavia.
In ripida ascesa si raggiungono le casere diroccate del Monte Croce (Cros) e, attraversata la radura in direzione ovest, il sentiero prosegue in discesa per raggiungere “Le Mandre”, caratteristica località cara ai fregonesi dediti alla pastorizia e al disboscamento nel difficile dopo-guerra in cui si erge ancora l’omonima “casera”, tempio e rifugio di quell’epoca satura di sudore e di stenti.
Passando davanti a quest’ultima si prosegue, sempre in direzione ovest, passando davanti alla fontana che dà il nome all’omonima località, “Costa Fontana”. Dopo una decina di minuti, oltrepassata la “Tana del Lupo”, un’altra antica casera sita al limitare della zona prativa dell’Agnelezza, si prosegue sempre sul sentiero 981 in direzione ovest fino ad incrociare l’Alta Via n° 6 (sentiero 980), più conosciuta come “L’alta Via dei silenzi” che, in sei giorni, percorre tutte le Dolomiti offrendo panorami unici e incantati e, risalendo a destra in cresta, si giunge alla cima del Monte Pizzoc in prossimità del cippo dell’AVAB. Continuando sull’H3 in direzione est e passando davanti al Rifugio Città di Vittorio Veneto, dopo aver ammirato il panorama che, nelle giornate più limpide, spazia fino alla laguna veneta, si risale la carrozzabile cementata fino a raggiungere la strada asfaltata.
Si può giungere nello stesso punto, imboccando a sinistra dell’ampio piazzale retrostante il Rifugio, una ripida, ma breve deviazione a zig zag che porta alla grande Croce che svetta sul Piazzale della Pace vicino al piccolo altare in roccia su cui domina il significativo bassorilievo ad opera di uno scalpellino locale. Dal Piazzale, ricavato dalla bonifica della zona un tempo sede di base militare, si discende per la sterrata fino appunto a giungere sulla comunale asfaltata e, percorrendola in discesa, in prossimità della prima curva, ci si immette nel sentiero Berry (o Sentiero della Pace) in direzione est, prestando attenzione alle segnaletiche poste su paletti di legno che ne mantengono la traccia non sempre identificabile su terreno a causa dell’erba alta che, soprattutto nella stagione estiva, cresce vigorosa e abbondante.
Tra lussureggianti balze, dopo una leggera discesa si raggiunge la radura di Monte Croce (Cros) inizialmente percorsa in senso contrario e da qui si prosegue sul sentiero a ritroso, prima in discesa verso est e poi in salita verso nord, tornando al punto di partenza.


981A Sentiero “Terra Nera”

Percorso: Sonego – Cadolten – Sonego
Lunghezza: Km. 9
Dislivello: mt. 700
Difficoltà: Escursionistico – Impegnativo per dislivello iniziale.
Tempo medio di percorrenza: ore 3

Dove mangiare
  • “Azienda Agrituristica Malga Coro” Via Cadolten 1, Tel. 0438 581889 Cell. 368 296403
  • Osteria con cucina Chies Milva Tel. 0438 585596 – e-mail trattoria.ciser@libero.it
  • Osteria ristorante Cal Dei Cavai – tel 0438 915030 – e-mail osteriacaldeicavai@gmail.com
Il Tracciato

Lasciata l’auto nei pressi della borgata di Sonego, piccolo, ma caratteristico agglomerato urbano all’estremo nord dell’abitato di Fregona, si prosegue sempre verso nord in ripida salita (Via Cal De Casal) dapprima su strada asfaltata e poi su stretta carrozzabile ciottolata/cementata fino ad oltrepassare un capitello votivo e raggiungere lo slargo sterrato al di sopra della “briglia” sul torrente Carron.
Fatto il tornante, si prosegue verso nord-est per qualche decina di metri fino ad imboccare, a sinistra, subito dopo la vasca in cemento dell’acquedotto comunale, il sentiero Terra Nera (981a) che si inerpica, sempre nella stessa direzione, e dopo circa un’ora e mezzo di cammino si giunge ad incrociare la strada cementata “Del Santo” che da Sonego porta a Cadolten. Scendendo sulla stessa, mantenendo la destra all’unico bivio che si incontra (quota 700 mt.), si torna al punto di partenza, concedendosi una sosta quasi obbligata per ammirare il panorama nello spiazzo antistante l’edicola di S. Antonio da Padova, luogo e punto di riferimento per gli abitanti della pedemontana sottostante conosciuto semplicemente come “il Santo”.
E’ possibile raggiungere l’amena località di Cadolten, non scendendo, ma salendo sulla cementata incrociata.
Giunti alla piana di Cadolten, tenendo sulla sinistra il capitello di S. Floriano che ne segna l’inizio, la si attraversa completamente risalendo fino alla Casa Forestale e di qui, prendendo la carrozzabile di destra, si può giungere a Malga Coro.
Ripercorrendo a ritroso la strada appena fatta si torna sulla forestale “del Santo”, si oltrepassa il punto d’imbocco del sentiero Terra Nera e, continuando a scendere, si torna a Sonego.


982A Sentiero “Villa Natalia, Crosetta”

Percorso: Villa Natalia – Crosetta – Villa Natalia
Lunghezza: Km. 9
Dislivello: mt. 550
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza: ore 3

Dove mangiare
  • Ristorante La Valassa Via Cansiglio 165 Tel. 0434 77472 Cell. 349 5009769 e-mail lavalassaluna@libero.it
  • Albergo ristorante/pizzeria “LA LANTERNA” – Tel 0438 585344 – Cell. 347 2227283
  • Trattoria da Grillo Via Cansiglio 72 Tel. 0438 585717 – Cell. 329 2147863 e-mail motoristogrillo@libero.it
Il Tracciato

Parcheggiata l’auto nei pressi di Villa Natalia, la costruzione situata a sinistra subito dopo il rettilineo di località Valsalega lungo la provinciale che sale in Cansiglio, si imbocca la strada cementata di fianco alla struttura (segnavia 982) e in pochi minuti si raggiunge “Pian Sanbuc” dove sorgono alcune baite e un capitello votivo.
Proseguendo diritti, ci si addentra nel bosco di conifere e tenendo la destra, seguendo sempre il segnavia, si giunge a Malga Cuierta da dove si continua, prendendo la sconnessa carrozzabile a sinistra, fino a raggiungere la carrareccia che, parallela alla provinciale, percorsa verso sinistra prima in leggera discesa e poi in salita conduce al Passo Crosetta,
Mantenendo la sinistra e oltrepassata la fontana, si riprende il segnavia che, entrando nuovamente nel bosco, attraversa delle doline e incontrando alcune baite, prosegue in salita nella carrozzabile cementata per poi continuare su una docile sterrata alla cui destra fa bella mostra di sé una baita restaurata seguita da alcuni ruderi.
Giunti al bivio, si imbocca a sinistra in lieve discesa la carrareccia che percorsa fino al suo termine porta a Malga Zuel da dove, prestando attenzione, oltrepassato il cancelletto a sinistra con segno bianco/rosso su paletto, si prosegue rasentando il recinto della malga stessa fino a raggiungere un altro cancello, simile al primo, e di qui ci si inoltra ancora una volta nel bosco.
Sempre su segnavia 982, si segue il sentiero in discesa fino ad intersecare la carrabile che, sempre in discesa, giunge alla strada asfaltata.
Attraversata la provinciale, passando davanti alla pizzeria “La Lanterna”, si tiene il fondovalle fino a superare la sbarra dell’ultima baita e, seguendo il poco marcato sentiero, in poche centinaia di metri ci si riporta al punto di partenza.


1036 – Sentiero “San Daniele”

Percorso: Osigo-San Daniele-Col Pravinera-Strada del Santo-Osigo
Lunghezza: Km. 3,5
Dislivello: m. 250
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza: ore 1,5

Dove mangiare
Il Tracciato

Parcheggiata l’auto nello spiazzo sterrato di un dismesso ristorante appena sopra l’abitato di Osigo – frazione di Fregona – lungo la provinciale che sale all’Altopiano del Cansiglio, poco dopo il secondo tornante in corrispondenza di un Capitello eretto come “Sacrario dei Caduti di Osigo” si imbocca, sulla sinistra, il sentiero con segnavia n° 1036.
La via risale il versante del colle scandita dalle 14 stazioni della Via Crucis e, in una quindicina di minuti, porta alla chiesetta di San Daniele, a quota 541 mt slm da dove si può ammirare un bel panorama sull’ampia piana sottostante.
Il sentiero prosegue, in leggera salita, alla fine della staccionata protettiva dell’area antistante la Chiesetta e, dirigendosi verso Nord-Ovest, in un facile percorso a mezza costa sbocca in località “Col Pravinera”.
Attraversata la successiva radura, passando davanti ad un paio di casere, si prende a sinistra la carraia in discesa fino ad incrociare la carrozzabile sterrata/cementata che sale da Osigo che, percorsa sempre in discesa e tenendo la sinistra al primo bivio, si immette nell’asfaltata Via Pravinera da dove, in pochi minuti, si fa ritorno al parcheggio.


1036A Sentiero “Nino Lot”

Percorso: Ponte Levine – Bivacco Nino Lot – Cadolten – Santo – Ponte Levine
Lunghezza: Km. 7,5
Dislivello: m. 750
Difficoltà: media
Tempo medio di percorrenza: ore 3

Dove mangiare
  • Trattoria da Grillo Via Cansiglio 72 Tel. 0438 585717 – Cell. 329 2147863 e-mail motoristogrillo@libero.it
  • Osteria con cucina da Franco – Osigo – Tel. 0438 950431 osteriadafranco@libero.it
  • Azienda Agrituristica Malga Coro loc. Cadolten 1 Tel. 0438 581889 Cell. 368 296403
Il Tracciato

L’ itinerario parte a quota 500 mt slm, un chilometro a nord dell’abitato di Osigo – frazione di Fregona – sulla sinistra della strada provinciale 422 del Cansiglio in località Ponte Levine, subito dopo il ponte sul torrente Gava.
Il sentiero contrassegnato con segnavia 1036A, inerpicandosi da subito nel bosco raggiunge in poco più di un’ora il bivacco di quota a 1.050 mt. per poi innestarsi su una pista forestale, nei pressi del sacello di Sant’Antonio, che va percorsa in salita per circa 500 mt.
Prima del successivo tornante a destra, il segnavia 1036A lascia la rotabile e devia sulla sinistra salendo nuovamente nel bosco per poi immettersi in una carrareccia sterrata in direzione nord–ovest e proseguire fino al capitello di San Floriano in località Cadolten.
Lasciato il Capitello sulla destra, si imbocca a sinistra la strada “Del Santo” – la pista forestale già incrociata in precedenza – che in ripida discesa riporta nei pressi del sacello di Sant’Antonio. Di qui, dopo aver ammirato il panorama che, nelle giornate più limpide, spazia fino al mare, si riprende nel bosco il segnavia 1036A (imbocco appena prima del capitello),e seguendo lo stesso segnavia in discesa, si ritorna al punto di partenza.


Sentiero Europeo N° 6 (Alta Via dei Silenzi)

Percorso: Sonego – Agnelezza – Monte Pizzoc – Sonego
Lunghezza: Km. 9,5
Dislivello: mt. 1.150
Difficoltà: Impegnativo soprattutto per il tratto in discesa.
Tempo medio di percorrenza: ore 4-5

Dove mangiare
Il Tracciato

Lasciata l’auto nei pressi della borgata di Sonego, piccolo, ma caratteristico agglomerato urbano all’estremo nord dell’abitato di Fregona, si prosegue sempre verso nord in ripida salita (Via Cal De Casal) dapprima su strada asfaltata e poi su stretta carrozzabile ciottolata/cementata fino ad oltrepassare il capitello votivo e raggiungere lo slargo sterrato al di sopra della “briglia” sul torrente Carron.
Mantenendo la sinistra, si prosegue sulla carrozzabile sterrata costeggiando il Rio Dolza fino alla sella dove, svoltando a destra s’imbocca l’Alta Via n° 6 (Segnavia a triangolo – Sentiero dell’Agnelezza).
Il sentiero si inerpica su un piacevole percorso tra carpini e faggi inizialmente alternando la salita con facili passaggi in falsopiano.
Attraversato un boschetto di noccioli, a rapidi balzi si giunge alla Grotta della Madonna Dell’Agnelezza, luogo di sosta e meta di preghiera per gli appassionati della montagna che qui – ogni anno a fine aprile e a fine ottobre – aprono e chiudono la stagione escursionistica con la Celebrazione di una S. Messa animata dal Coro Cai di Vittorio Veneto.
Proseguendo sul sentiero, fatti alcuni gradoni si giunge ad un punto panoramico dove, nelle giornate terse, lo sguardo sconfina fino alla laguna veneta.
Ignoriamo due bivi a destra del sentiero, mantenendo il segnavia, che ci conduce in pochi minuti fuori dal bosco, sulla parte prativa del versante sud-ovest del Monte per poi svoltare a destra tra alcuni arbusti e salire in cresta senza più alcun riparo offrendo una panoramica su parte della Val Lapisina ed uno scorcio sui laghi sottostanti fino a raggiungere, con tratti piuttosto ripidi e ghiaiosi, la sommità del Monte Pizzoc in prossimità del cippo dell’AVAB. Da qui, spaziando tutt’intorno si possono scorgere a sinistra alcune cime dolomitiche tra cui è facilmente riconoscibile il Monte Pelmo per la sua forma ‘a trono’ (“ ’l caregòn del Signor”) e verso destra le cime dell’Alpago fra cui primeggia il Monte Cavallo ai piedi del quale si adagia la Piana del Cansiglio.
Si prosegue in direzione est sul Sentiero H3 che si snoda dapprima su zona prativa e poi su carraia sterrata fino al Rifugio Città di Vittorio Veneto da cui, proprio di fronte, parte la traccia di via denominata “la Direttissima” per la tanto brevità di percorso quanto ripidità di discesa che, passando di fianco ad alcuni piloni della vecchia funivia del cementificio che portava a valle – in località Sant’Andrea a Vittorio Veneto – il materiale estratto dalla cava i cui resti sono ancora visibili a retro del Rifugio stesso, arriva precipitosamente ad intersecare il Sentiero del Bracconiere con segnavia n° 981 in località “Costa Fontana” per proseguire davanti alla sorgente e piegare ancora verso sud e, sempre in ripida discesa, si immette nella carrozzabile forestale “Del Santo”. Di qui, girando dapprima a destra e poi mantenendo la sinistra ci si ritrova sullo slargo sterrato della via di andata e, scendendo a ritroso, ci si riporta all’abitato di Sonego.


Mappa dei sentieri di Fregona


Carta Toponomastica Sentieristica Fregona - Pro Loco Fregona